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DONNE E VIOLENZA DI GENERE

Per violenza di genere si intende, la violenza diretta ad una persona sulla base della sua appartenenza, appunto, di genere, ovvero la violenza agita dagli uomini contro le donne proprio perché donne – che siano esse compagne, figlie, sorelle, madri, conoscenti etc. In questo senso la violenza di genere si distingue da altre forme di violenza ed è importante mantenerla concettualmente distinta per comprenderne le origini, le cause e le ripercussioni. Poiché nella gran parte dei casi le donne subiscono atti di violenza all’interno della famiglia spesso si parla anche di violenza domestica; tuttavia la violenza domestica include anche atti violenti contro i bambini, gli anziani e in generale i membri di un nucleo familiare che – seppur altrettanto deprecabili – non avvengono necessariamente sulla base del genere. Similmente la violenza sessuale è una forma di violenza contro le donne ma non è l’unica forma. Quindi la violenza di genere intende indicare tutte quelle forme di violenza agite dagli uomini contro le donne in cui l’elemento ‘genere’ (l’essere donna per chi la violenza la subisce, l’essere uomo per chi l’agisce) costituisce un elemento fondamentale della relazione violenta.

La violenza sulle donne assume molteplici forme e modalità, sebbene la violenza fisica sia la più facile da riconoscere. Non esiste un profilo della donna-tipo che subisce violenza.

LA VIOLENZA COINVOLGE TUTTE LE DONNE.

La violenza domestica consiste in una serie continua di azioni diverse ma caratterizzate da uno scopo comune: il dominio e controllo da parte di un partner sull’altro, attraverso violenze psicologiche, fisiche, economiche, sessuali.

Il meccanismo che meglio definisce le fasi di una condizione di violenza domestica subita da una donna viene chiamato “spirale della violenza” o “ciclo della violenza” ad indicare le modalità attraverso cui l’uomo violento raggiunge il suo scopo di sottomissione della partner facendola sentire incapace, debole, impotente, totalmente dipendente da lui. Le fasi della spirale della violenza possono presentarsi in un crescendo e poi “mescolarsi”.

Isolamento, intimidazioni, minacce, ricatto dei figli, aggressioni fisiche e sessuali si avvicendano spesso con una fase di relativa calma, di false riappacificazioni, con l’obiettivo di confondere la donna e indebolirla ulteriormente.

VIOLENZA FISICA
Comprende l’uso di qualsiasi atto guidato dall’intenzione di fare del male o terrorizzare la vittima. Atti riconducibili alla violenza fisica sono:

  • Lancio di oggetti
  • Spintonamento
  • Schiaffi
  • Morsi, calci o pugni
  • Colpire o cercare di colpire con un oggetto
  • Percosse
  • Soffocamento
  • Minaccia con arma da fuoco o da taglio
  • Uso di arma da fuoco o da taglio

VIOLENZA SESSUALE
Comprende l’imposizione di pratiche sessuali indesiderate o di rapporti che facciano male fisicamente e che siano lesivi della dignità, ottenute con minacce di varia natura.
L’imposizione di un rapporto sessuale o di un’intimità non desiderata è un atto di umiliazione, di sopraffazione e di soggiogazione, che provoca nella vittima profonde ferite psichiche oltre che fisiche.

 VIOLENZA PSICOLOGICA
La violenza psicologica racchiude ogni forma di abuso che lede l’identità della donna.

È importante ricordare che nei momenti di rabbia tutti possiamo usare parole provocatorie, oltraggiose o sprezzanti, possiamo agire comportamenti fuori luogo ma di solito seguiti da rimorsi e pentimenti. Nella violenza psicologica invece non si tratta di un impeto d’ira momentaneo ma di un tormento costante e intenzionale con l’obiettivo i sottomettere l’altro/a e mantenere il proprio potere e controllo. Come:

  • Attacchi verbali: la derisione, la molestia verbale, l’insulto, la denigrazione, finalizzati a convincere la donna di “non valere nulla”, per meglio tenerla sotto controllo
  • Isolare la donna: allontanarla dalle relazioni sociali di supporto o impedirle l’accesso alle risorse economiche e non, in modo da limitare la sua indipendenza
  • Gelosia ed ossessività: controllo eccessivo, accuse ripetute di infedeltà e controllo delle sue frequentazioni
  • Minacce verbali: di abuso, aggressione o tortura nei confronti della donna e/o la sua famiglia, i figli, gli amici
  • Minacce ripetute di abbandono: divorzio, inizio di un’altra relazione se la donna non soddisfa determinate richieste
  • Danneggiamento: degli oggetti di proprietà della donna
  • Violenza: sugli animali cari alla donna e/o ai suoi figli/e

VIOLENZA ECONOMICA
Spesso tale violenza è difficile da registrare come una forma di violenza. Può sembrare normale e scontato che la gestione delle finanze familiari spetti all’uomo.
Tale forma di controllo diretto, che limita e/o impedisce l’indipendenza economica della donna, spesso non permette la sottrazione da una relazione distruttiva di maltrattamento.
Si definisce violenza economica:

  • Limitare o negare l’accesso alle finanze familiari
  • Occultare la situazione patrimoniale e le disponibilità finanziarie della famiglia
  • Vietare, ostacolare o boicottare il lavoro fuori casa della donna
  • Non adempiere ai doveri di mantenimento stabiliti dalla legge
  • Sfruttare la donna come forza lavoro nell’azienda familiare o in genere senza dare in cambio nessun tipo di retribuzione
  • Appropriarsi dei risparmi o dei guadagni del lavoro della donna e usarli a proprio vantaggio
  • Attuare ogni forma di tutela giuridica ad esclusivo vantaggio personale e a danno della donna come l’intestazione di immobili.

STALKING
Indica il comportamento controllante messo in atto dal persecutore nei confronti della vittima da cui è stato rifiutato (prevalentemente è l’ex partner). Spesso le condotte dello stalker sono subdole, volte a molestare la vittima e a porla in uno stato di soggezione, con l’intento di compromettere la sua serenità, farla sentire braccata, comunque non libera.